Meno male che c’è la crisi. Almeno per i rifiuti

Anch’io mi aspetto un 2012 “complicato”. Come quasi tutti, d’altra parte: sono arrivati anche a voi più auguri per un 2012 “sereno” anzichè “buono”, probabilmente perchè il secondo obiettivo viene considerato meno probabile e realistico del primo?

Comunque, visto che tre mesi fa Roma aveva solo 90 giorni per salvarsi dal Re dei Rifiuti e che tutto quello che la presidente Polverini ha finora fatto in proposito è smentire le proroghe per Malagrotta che poi sono arrivate, regalando altri 180 giorni al Re dei Rifiuti, le ultime notizie mi lasciano non dico contento, ma meno preoccupato, almeno per i rifiuti:

a Roma, sotto le feste, si è raccolto in media il 10% di spazzatura in meno. Certo, sarebbe molto meglio che il motivo fosse che i Romani hanno imparato a fare meno rifiuti da soli, da subito, anzichè un banalissimo crollo dei consumi perchè nessuno ha più soldi da buttare. Però almeno per chi abita vicino Malagrotta è comunque una buona notizia. Come lo è per tutte le strade di Roma, visto che se i rifiuti le invadessero, la crisi peggiorerebbe, per la fuga dei turisti. Possibile però che l’unico modo in cui siamo capaci di fare meno monnezza sia non avere più un Euro in tasca?

Inceneritori e rifiuti nel Lazio, sì o no?

Oggi Roma non è sommersa dai rifiuti come Napoli SOLO perché, grazie a varie proroghe, continua a smaltire i suoi rifiuti nella discarica di Malagrotta che però dovrà chiudere molto presto (questo è uno dei motivi per cui il Lazio non è fra le regioni disposte a prendersi i rifiuti campani). Spero che guardando ai problemi di Napoli di questi giorni tutti gli altri italiani, a partire dai miei concittadini, imparino che la soluzione migliore è prevenire, ognuno a casa sua, che i rifiuti si creino, si comprino e si accumulino.

Perché sabato scorso centinaia di persone hanno protestato contro l’apertura di una nuova discarica nella zona? Secondo il Fatto Quotidiano perché “a che servono un nuovo inceneritore e una discarica se entro il 2012 si deve raggiungere il 65% di differenziata?”

In realtà quella risposta è valida solo in parte (a meno che ognuno non paghi personalmente in proporzione a quanti chili di rifiuti produce). Differenziare non riduce necessariamente il volume dei rifiuti da gestire o riciclare, una spesa che sarebbe comunque meglio non dover fare. I rifiuti non bisogna comprarli (1) e produrli, altrimenti prima o poi riempiono ogni angolo, inclusi i patrimoni dell’Umanità come i Sassi di Matera. Con tanti saluti al turismo, come già avviene a Napoli: duecentomila visitatori persi negli ultimi sette anni

(1) come vedo fare ai Romani e come, a giudicare da quel che vedo in TV, continuano a fare i Napoletani, senza capire perché

Quanto è ecologico l iPhone 4?

iphone4_co21 I dispositivi elettronici inquinano. Capire esattamente quanto è importante ma è difficile. A meno che non si abbiano infografici precisi e comprensibili anche se non si conosce l’inglese come quello, che vi invito caldamente a guardare, intitolato Quanto è ecologico l’iPhone 4?.

Riporto solo tre dei fatti più impressionanti contenuti in quel grafico:

  • Un iPhone4 = 45 Kg di CO2, per un totale di 23 milioni di KG nel 2010
  • il 66% di quella CO2 viene prodotto prima (57%) o dopo (8%) l’uso effettivo dell’iPhone.
  • solo il 10% dei telefonini viene riciclato.

La conclusione è ovvia, ma vederla in quel formato aiuta molto ad assimilarla. Primo, gli iPhone 4 inquinano parecchio quando vengono prodotti, quindi è importante comprarli solo se servono davvero e farli durare il più possibile. Secondo, il discorso vale per tutti i dispositivi elettronici, perchè a livello di materie prime e procedure di fabbricazione c’è ben poca differenza fra un iPhone e un computer o telefonino generici.

Per saperne di più:

Spunto iniziale da: How green is your iPhone