Referendum Costituzionale? Votate. Punto /img/referendum-costituzionale.png
Referendum Costituzionale? Votate. Punto /img/referendum-costituzionale.png

Nel referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, così come in tutte le elezioni politiche e amministrative d’Italia, non c’è alcun quorum. Le percentuali (e, nel caso di elezioni, le spartizioni dei seggi) si calcolano solo sul totale dei voti validi espressi. Punto. Le fesserie sugli effetti pratici dell’astensionismo “attivo” dimenticatevele.

Se al referendum costituzionale del 4 dicembre vanno a votare 10 persone in tutta Italia e di quelle 7 votano NO, il NO vince con il 70% dei voti. Idem per il SI, ovviamente. Così come se a elezioni politiche o amministrative votano 10 persone, e di quelle 7 votano il partito X, il partito X prende il 70% dei seggi. E tutto è assolutamente valido. E, senza offesa, giuro, in Italia è sempre stato così dal 1946.

Sommando a quanto sopra le recenti esperienze di UK e USA, dove non andando a votare perché “il mio voto non vale niente, o non è necessario” si sono ritrovati rispettivamente Brexit (1) e Trump, in entrambi i casi SENZA la maggioranza a loro favore degli aventi diritto, e il quadro è chiaro: potete disquisirci sopra fino alla fine dei secoli, ma nel nostro mondo reale di oggi, ogni voto conta, e non esiste “tanto ‘so tutti uguali”.

Perché chi non vota, in pratica, contribuisce al risultato finale (2) esattamente (ma proprio uguale uguale) come e quanto se avesse votato per il partito, candidato o risposta al referendum, che alla fine prende la maggioranza RELATIVA da quelli che a votare ci andranno comunque. Pure se fossero solo 10. Ripeto: se non siete convinti, ripetetevi Brexit e Trump, e andate a vedere grazie a quali percentuali di votanti e astenuti sono passati.

Nel caso del referendum costituzionale del 4 dicembre, c’è chi si indigna perché, raccogliendo citazioni a caso, si costringe la gente a votare su roba di cui capisce zero o quasi, oppure perché è assurdo sfruttare la Costituzione per regolare conti fra bande, o cose del genere.

Anche se fosse tutto vero, conta poco o niente, perché ormai:

  • il 4 dicembre il referendum costituzionale ci sarà e basta

  • la mancanza di quorum vi manda in bestia? OK, e allora? Ormai quella c’è. Potete sbattere la testa al muro fino ad andare in coma, ma con le regole in voga se il 4 dicembre non votate sarà esattamente, esattamente come se avrete votato come la fazione che sarà in testa nei sondaggi. Perché…

  • il risultato, qualunque sarà, sarà valido e avrà effetti importanti, per molto tempo

  • da quel che dicono i sondaggi, e da come sono affidabili i sondaggi di questi tempi, pochi voti potrebbero fare la differenza. Prima di controbattere, ripetetevi venti volte “Brexit e Trump” (1), per favore

In queste condizioni, l’unica cosa che ha senso fare è informarsi meglio possibile, sia sul NO che sul SI, prendersi la responsabilità di decidere da soli (al limite su: quale sarebbe il male minore, considerando che la Costituzione dura molto di più di qualsiasi politico attuale, o di qualsiasi governo che potrebbe venire dalle prossime elezioni) e agire di conseguenza. Se può aiutare, io è da mesi che raccolgo più link possibile sul referendum costituzionale, che conto di rileggermi per bene la settimana prima del voto. Dategli un’occhiata anche voi. E al referendum costituzionale votate quel che ritenete giusto VOI, ma votate, grazie.

  1. in UK, se tipo 1 su 4 di quei giovani filo-EU che si strappano i capelli da giugno perché i loro padri privilegiati xenofobi ecc gli avrebbero negato l’Europa… ma si sono astenuti, quel giorno avessero alzato il c..o e ci FOSSERO ANDATI, a votare, oggi la Brexit sarebbe solo un ricordo da Cabaret. Discorsi identici valgono con i democratici USA che hanno invaso le strade per protestare contro Trump, ma se glielo chiedi, molti di loro, a votare Clinton non ci erano andati

  2. eccetto il referendum abrogativo, che è tutta un’altra storia, ma unica