Prezzo della benzina, basta petizioni sbagliate? /img/caro-benzina.jpg
Prezzo della benzina, basta petizioni sbagliate? /img/caro-benzina.jpg

Da circa un mese circola una petizione online intitolata “Benzina, basta accise: non voglio più pagare la guerra d’Etiopia quando faccio il pieno”. Io, però, ho la fortissima sensazione che qualsiasi petizione in quel senso farebbe più male che bene. Il testo della petizione ripete argomenti ben conosciuti da tempo:

“Tra le tante voci che pesano sul bilancio di tutti noi, ancora più in tempo di crisi, ce n’è una che proprio non riesco a capire: quella del prezzo dei carburanti. Un prezzo gonfiato da elevate tassazioni e dalle accise. Per intenderci: ogni volta che facciamo benzina continuiamo, nel 2016, a pagare il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935. Da allora sono passati 80 anni: direi che è giunta l’ora di smettere. Paghiamo la crisi di Suez del ’56, il disastro del Vajont, il terremoto in Irpinia di 36 anni fa, la missione in Bosnia”.

ma questo non cambia la mia sensazione. Se davvero nel 2016 non abbiamo ancora finito di pagare i debiti della guerra d’Etiopia, i risarcimenti dovuti per il Vajont o tutte le altre accise dello stesso genere, quelli sono senz’altro scandali gravissimi, su cui indagare seriamente perché i colpevoli, se ancora in vita, ne paghino le conseguenze secondo la legge.

Ma quello è un atto dovuto a priori, in uno stato democratico, mica un motivo valido per abbassare il prezzo della benzina.

L’automobile ha un costo economico, ambientale, sanitario e in qualità della vita sempre più grande. Ha senso continuare a incentivarne l’uso, come avverrebbe riducendone il prezzo? In un’epoca di EROI in continua diminuzione, giovani ormai già ben avviati oltre il picco dell’auto e proposte come i vari tassametri a GPS?

Per questo, se quei soldi non servono più (com’è quasi sicuro) per i motivi dichiarati, quello non mi sembra un motivo per smettere di prenderli, ma solo per iniziare a usarli come si deve, e nella massima trasparenza, pubblicando tutti i relativi dati come Open Data.  Proviamo a usarli per cose come, tanto per fare un esempio:

  • pagare più mezzi pubblici **locali, **e il relativo personale

  • risarcire le vittime degli incidenti stradali

  • fare più educazione stradale

  • costruire più piste ciclabili

  • eccetera eccetera.

Fonte immagine: collage da ricerca su Google